Nasce Sassoalloro Oro il nuovo Vino della famiglia Biondi Santi

da https://castellodimontepo.it/

È un vino che ha alle spalle una storia di successo come è quella del Sassoalloro (a trenta anni dalla prima vendemmia), etichetta storica di Castello di Montepò e della famiglia Biondi Santi, ma che ne estremizza il concetto di assoluto e di emblematico, andando oltre il possibile.

Il Sassoalloro Oro è un vino ricercato, frutto specifico del vigneto dell’Aia di Clemente, uno dei vigneti più caratterizzanti della Tenuta di Castello di Montepò, in Maremma. Una porzione di vigneto con piante che hanno raggiunto una piena maturità vegeto-produttiva – con oltre 15 anni di vita – e che – nel tempo – ha conseguito risultati enologici davvero straordinari, tanto da meritare una lettura specifica e un progetto produttivo distinto, su cui la famiglia Biondi Santi ha chiamato al suo fianco l’enologo Donato Lanati

La vendemmia del Sassoalloro Oro è iniziata il 29 settembre del 2019 e si è protratta per due giorni. Le uve sono state raccolte alle prime ore del mattino per contenere le temperature dei grappoli in arrivo in cantina. Sotto l’aspetto climatico, il 2019 è stata un’annata eccellente, con un inverno mediamente piovoso e temperature medie di circa 8 gradi. Il germogliamento delle viti è avvenuto agli inizi di aprile, con temperature relativamente più basse rispetto alla media e che hanno influito sullo sviluppo vegetativo, prolungandolo di qualche settimana. Piogge diffuse sino a maggio inoltrato (circa 281 mm di precipitazioni) che poi si sono estinte con il progredire dell’innalzamento delle temperature e l’ingresso dei mesi estivi. Nel mese di luglio sono intervenute le temperature più alte dell’anno con picchi che hanno sfiorato i 40 gradi centigradi. L’invaiatura dei grappoli è iniziata nei primi giorni di agosto e il mese di settembre è trascorso senza episodi di rilievo e con temperature più alte rispetto alla norma.

È un Sangiovese in purezza, ottenuto da piante gestite integralmente in aridocoltura (come avviene per tutti i vigneti di Castello di Montepò). La raccolta dei grappoli è selettiva, in cassetta, e viene preceduta da analisi in laboratorio degli acini e da un’attività di esame visivo e di assaggio in campo, condotta direttamente dalla proprietà. Le uve di BBS11 – il clone di Sangiovese Grosso selezionato dalla famiglia e di loro esclusiva proprietà – vengono immediatamente vinificate e dopo le fermentazioni, alcolica e malolattica in acciaio, inizia la fase di affinamento nei legni, con una scelta di utilizzo che varia per fabbricazione e capienza: botti di media grandezza di rovere di Slavonia (28,5 hl) e barriques di 225 litri di rovere francese. L’affinamento prosegue per 16 mesi prima dell’imbottigliamento, per poi sostare altri sei mesi prima dell’immissione sul mercato.

Il Sassoalloro Oro si distingue per la sua sapidità inconfondibile, grazie alla presenza delle componenti minerali presenti nel galestro dei suoli, che ne fa un vino armonioso ed elegante: rosso rubino, è ricco di luce e al naso sprigiona sensazioni eleganti di ciliegia e violetta prima di lasciare spazio al boisé. Gli aromi speziati si esprimono con eleganza, precisione e dovizia di particolari, raccontandoci la trama dei legni in cui matura e si evolve. Al palato i tannini sono setosi, fitti, freschi e ben equilibrati, un vino che lascia pensare ad una longevità di oltre trent’anni.

Abbiamo pensato all’oro, e tra i vigneti di Montepò lo abbiamo trovato e perfezionato insieme all’enologo Donato Lanati – sottolinea Tancredi Biondi Santi,che affianca il padre Jacopo nella guida dell’azienda –. Il Sassalloro Oro rappresenta una incredibile espressione enologica della nostra varietà principe e incarna al meglio l’eleganza e la qualità del territorio della Maremma in cui si sviluppa l’azienda di famiglia”.