Con la masterclass “Amphora Revolution” Merano WineFestival e Vinitaly hanno presentato il progetto che promuove i vini in anfora.

Un progetto affascinante nel panorama dell’enologia, italiano e internazionale, quello ideato da Merano WineFestival in collaborazione con Vinitaly per promuovere l’antica tecnica di vinificazione in giare di terracotta, cocciopesto e gres e valorizzare i migliori vini in anfora a livello internazionale: si chiama Amphora Revolution, in programma il 7 e 8 giugno alle Gallerie Mercatali di Veronafiere, ed è stato presentato per la prima volta durante la 56^ edizione di Vinitaly. Il trampolino di lancio, un’omonima Masterclass, guidata da The WineHunter Helmuth Köcher, da Simona Geri The Wine Setter e dal sommelier e responsabile del progetto Senses di Italesse Paolo Lauria, che ha portato in rassegna nove etichette provenienti da varie regioni d’Italia, per un viaggio sensoriale unico, alla scoperta di antiche tradizioni vinicole reinterpretate con modernità e maestria. 

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“VINI D’ABBAZIA” – ABBAZIA DI FOSSANOVA DAL 7 AL 9 GIUGNO 2024

Torna, nello straordinario scenario del Borgo di Fossanova e nella sua Abbazia del 1200, la terza edizione di “Vini d’Abbazia”, la manifestazione ideata per ricordare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella preservazione di vitigni che altrimenti sarebbero scomparsi.

Dopo il grande successo delle due edizioni precedenti l’Abbazia di Fossanova ospiterà, dal 7 al 9 giugno 2024, oltre 30 cantine tra cui alcune importanti Abbazie francesi legate all’Associazione Les Vins D’Abbayes, che svolge un’analoga manifestazione a Parigi.

La novità di questa edizione sarà la Georgia, presente con il Monastero Alaverdi risalente al VI secolo d.C. Sepolte nelle cantine del monastero le Qvevri (anfore di terracotta), ospitano il vino che fermenta e poi si affina in questi storici contenitori. Si andrà quindi alla scoperta del vino in anfora, che anche in Italia trova sempre più appassionati.

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Consorzio Tutela Vini Emilia, arriva il contrassegno di stato sulle bottiglie

Foto-Marco-Parisi

L’Assemblea del Consorzio Tutela Vini Emilia ha votato a larga maggioranza l’introduzione del contrassegno fornito dal Poligrafico dello Stato sulle bottiglie, come previsto dal decreto ministeriale 19 dicembre 2023.

La misura introdotta permetterà di migliorare la tracciabilità. Il Lambrusco, una delle tipologie tutelate dal Consorzio Tutela Vini Emilia, è uno dei vini italiani maggiormente presenti al mondo grazie alla sua distribuzione in oltre 100 Paesi nel complesso. Di conseguenza, esso è spesso soggetto a contraffazioni. Con l’adozione del contrassegno si compie un ulteriore passo avanti nella tutela di un prodotto chiave della produzione agroalimentare emiliana.

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I MIGLIORI VINI MERIDIONALI SARANNO PREMIATI NELLA XIX EDIZIONE DI RADICI DEL SUD

I migliori vini meridionali, quelli che saranno decretati nella XIX edizione di Radici del Sud, potranno essere degustati lunedì 10 giugno nel Castello di Sannicandro di Bari in occasione dell’edizione 2024 del Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, appuntamento annuale che punta i riflettori internazionali sulla produzione vinicola di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sono circa cento i produttori che hanno confermato fino ad ora la loro partecipazione all’evento, iscrivendo i propri vini al concorso che da ben diciannove edizioni valorizza i vini e i vitigni autoctoni meridionali. Durante il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, che aprirà le porte al pubblico dalle ore 15:00, appassionati e operatori di settore potranno accedere ai banchi d’assaggio e incontrare i produttori, mentre nel corso della festa conclusiva, alle ore 20:00 nelle sale del Castello di Sannicandro di Bari, le etichette vincitrici del concorso saranno in libera degustazione per tutta la serata.

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“GRILLO DOC SICILIA: UN CASO DI SUCCESSO”

Si è tenuto martedì 16 aprile alle ore 11.30 presso l’area Istituzionale della Regione Sicilia al Padiglione 2 nel contesto di Vinitaly 2024 il convegno “Grillo DOC Sicilia un caso di successo” promosso dal Consorzio Vini Doc Sicilia“Con questo convegno,” spiega Antonio RalloPresidente del Consorzio Vini Doc Sicilia, “intendiamo delineare il profilo di un fenomeno unico nel panorama enologico del nostro Paese. La notevole crescita delle vendite di Grillo, sia in termini di volumi che di valore, ribadisce infatti il ruolo di ambasciatore del territorio e dei vini Sicilia DOC nel mondo. Tra le oltre 70 varietà autoctone della regione, il Grillo emerge infatti come simbolo del crescente prestigio dei vini Doc Sicilia, sia in Italia che all’estero, rappresentando un vero e proprio emblema della qualità enologica siciliana a livello globale. Con questo convegno, intendiamo esaminare in dettaglio le leve che hanno definito il successo del Grillo e analizzare elementi e fattori che hanno contribuito a tale esito.

Quello che emerge dai dati sono infatti numeri importanti, che molto dicono su questa storia, attualissima, di ascesa di un vitigno che si è conquistato il titolo di protagonista indiscusso tra gli autoctoni della Sicilia. Dai dati raccolti da Nielsen, si nota infatti che il consumo del Grillo è tornato ai livelli precedenti al 2019, un segnale, in un primo momento, di forte resilienza nel mercato seguito poi da veri e propri picchi di crescita: il Grillo cresce nel 2023 di un + 20% a volume, + 19% a valore e un + 15% di confezionato rispetto all’anno precedente, valori questi mai raggiunti in passato.

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Bilancio positivo Terre Cevico a Vinitaly: espandere la rete mondiale a un centinaio di Paesi

Cuore in Romagna, presenza in tutta Italia e in oltre 70 paesi del mondo. Bilancio positivo per Terre Cevico a Vinitaly, per la prima volta alla kermesse mondiale del vino a Verona con il biglietto da visita di cooperativa di primo grado. Terre Cevico ha preso parte con una doppia presenza: nel padiglione Emilia-Romagna con la sua proposta dedicata al canale nazionale Horeca (ristorazione e fuoricasa) e Gdo (Grande distribuzione), e nel Padiglione numero 7 insieme alle principali controllate del gruppo (Medici Ermete, Orion Wines, Cantine Giacomo Montresor) nella sua veste internazionale.

“Il bilancio della nostra partecipazione alla fiera è soddisfacente – spiega il direttore generale Paolo Galassi – L’evento ci ha consentito di rafforzare la nostra presenza nel mercato italiano incontrando oltre 200 operatori Horeca e Gdo da tutte le regioni del panorama nazionale. Nel contempo abbiamo implementato la nostra rete commerciale estera grazie a oltre 500 incontri b2b con buyer da una sessantina di Paesi. Abbiamo notato una grande vivacità in alcune aree internazionali a partire dal Far East, area nella quale il nostro gruppo è tra i primi per export in Giappone e Cina”.

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I vignaioli di Brisighella (RA) riuniti nell’Associazione “Brisighella anima dei tre colli” protagonisti al convegno sui fratelli Nerio e Tarcisio Raccagni

 Nei giorni scorsi Brisighella (RA) ha celebrato due suoi eroi, Nerio e Tarcisio Raccagni, che fecero brillare nel cielo della piccola cittadina ben due stelle Michelin per diversi anni. La loro è una storia incredibile che portò Brisighella al centro della ristorazione italiana. Al lavoro del ristorante si affiancò quello della valorizzazione del territorio, tra tutti l’invenzione dell’olio extravergine Brisighello da parte di Nerio che portò poi alla DOP Brisighella e quella della valorizzazione del carciofo moretto di Brisighella. In una chiesa dell’Osservanza stipata di gente sono intervenuti lo storico Massimo Montanari, il sommelier Andrea Spada, il giornalista Beppe Sangiorgi, Gian Matteo Baldi, conosciuto per aver fondato la cantina “Ronchi dei Baldi di Castelluccio”, e il giornalista Giorgio Melandri. Con un video hanno portato la loro testimonianza i cuochi Bruno Barbieri, Vincenzo Cammerucci, Paolo Teverini e il sommelier Federico Graziani. “Una giornata memorabile, un omaggio doveroso a due personaggi geniali che hanno fatto la storia della ristorazione in Italia. Abbiamo anche pubblicato un piccolo libro sulla loro storia con diverse foto inedite dall’archivio di Velda Raccagni che abbiamo regalato a tutti i presenti.”, le parole di Leonardo Colafiglio, delegato faentino dell’Accademia, sottolineano il grande successo della giornata.

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Vini d’Abbazia al Vinitaly. Presentata a Verona la III edizione dell’evento in programma a Fossanova

È stata presentata al Vinitaly, presso il Padiglione Lazio, la terza edizione di Vini d’Abbazia. Sarà ancora una volta lo straordinario scenario del Borgo di Fossanova, nel Comune di Priverno (LT), con la sua abbazia gotico-cistercense, il palcoscenico di questa manifestazione unica nel suo genere, ideata per ricordare il ruolo che sin dal Medioevo le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella preservazione di vitigni che altrimenti sarebbero andati perduti.
Alla presentazione, moderata dal giornalista Rai Rocco Tolfa, hanno partecipato Werner Waldboth dell’Abbazia di Novacella, Don Andrea Santus del Monastero di Monte Oliveto Maggiore, Francesco Zaralli e Marco De Cave organizzatori di Vini d’Abbazia.
L’incontro è stato aperto dai saluti dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Giancarlo Righini che ha affermato “questa manifestazione è la certificazione del concetto che dobbiamo avere del vino, uno straordinario ambasciatore che tiene insieme storia, cultura, tradizione”.

Sono intervenuti Massimiliano Raffa Commissario ARSIAL (Agenzia Regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio) che ha dichiarato “In tutta la storia millenaria del vino, l’eccezionale tradizione enologica delle abbazie rappresenta una dei capitoli più affascinanti. Vini d’Abbazia, che nel corso del tempo è divenuta una tra le manifestazioni più innovative e interessanti che si svolgono sul nostro territorio, la racconta come nessun altro, creando un ponte tra passato e presente, che invita a riscoprire una bellezza intramontabile, valorizzando allo stesso tempo il lavoro e la ricerca di tanti straordinari produttori”; Anna Barrile, direttore generale di Confagricoltura che ha ricordato “che da subito abbiamo creduto nell’idea originale avuta dagli organizzatori di Vini d’Abbazia. Valorizzare i vini delle abbazie non significa solo dare dignità al prodotto e al lavoro di chi dal Medioevo ai nostri giorni con metodi tradizionali lo realizza, ma anche all’immenso patrimonio culturale che un monastero rappresenta”; Marco Carpineti, presidente delle Strade del Vino della Provincia di Latina ha evidenziato “l’importanza di avere nel nostro territorio una manifestazione che stimoli il confronto tra produttori locali e altre importanti realtà vitivinicole italiane ed estere”; Umberto Trombelli, delegato di Ais Latina è “onorato di questa partnership tecnica tra Ais Lazio e Vini d’Abbazia, un’iniziativa culturale che da espressione al nostro territorio”. Infine la vice presidente di Slow Food Lazio Ines Innocentini ha sottolineato che alla manifestazione “porteremo i produttori del territorio che salvaguardano la cultura e la tradizione del cibo locale”.

“La Camera di Commercio Frosinone Latina sostiene convintamente la terza edizione di “Vini d’Abbazia”, l’evento che mira a raccontare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto nella produzione del vino e nella salvaguardia di vitigni. I vini, come dimostrato dal recente appuntamento con Oltre Roma Wine Tour, voluto dalla CCIAA, possono essere un ottimo biglietto da visita per far conoscere i nostri territori oltre i confini regionali e nazionali facendo da traino a un turismo enogastronomico lento, fatto di storia e tradizioni, che può essere un volano per l’economia dell’area vasta Frosinone Latina”. Questo il commento del presidente della Camera di Commercio di Frosinone Latina Giovanni Acampora.

Dopo il grande successo delle due edizioni precedenti l’Abbazia di Fossanova ospiterà, dal 7 al 9 giugno 2024, oltre 30 cantine tra cui alcune importanti Abbazie francesi legate all’Associazione Les Vins D’Abbayes, che svolge una analoga manifestazione a Parigi. La novità di questa edizione sarà la Georgia, che sarà presente con il Monastero Alaverdi, risalente al VI secolo d.C. Sepolte nelle cantine del monastero le Qvevri (anfore di terracotta), ospitano il vino che fermenta e poi si affina in questi storici contenitori. Si andrà quindi alla scoperta del vino in anfora, che anche in Italia trova sempre più appassionati.

Tante etichette che conquisteranno i palati più esigenti con le produzioni dei terreni agricoli curati da religiosi e da enologi accorti. Ci sarà la possibilità di degustare anche i vini locali prodotti dalle cantine della Strada del Vino di Latina, della Strada del Cesanese del Piglio, dal Consorzio del Cesanese del Piglio, Consorzio Cabernet DOP di Atina e del Consorzio Cori DOC. Sempre all’interno del Borgo, per l’occasione sarà allestito un villaggio di gastronomia curato da Slow Food Latina, con numerosi stand di produttori e presidi del grande movimento internazionale, ad ingresso gratuito.
A “Vini d’Abbazia” tra i banchi degustazione dell’evento – organizzato dall’associazione culturale Passione di Vino e della cooperativa Taste Roots Soc. Coop., con la partecipazione del Comune di Priverno, Regione Lazio, ARSIAL, Camera di Commercio di Frosinone e Latina, Informare, Confagricoltura, Strada del Vino di Latina, Slow Food, Slow Wine e Ais in qualità di partner tecnico – il pubblico potrà vivere un’esperienza unica in Italia, degustando i vini prodotti da millenarie abbazie, monasteri e conventi in un luogo incantevole per la sua bellezza.

VINI D’ABBAZIA

Chiostro dell’Abbazia di Fossanova
Via San Tommaso d’Aquino, 1 – Priverno (LT)

Venerdì 7 – Sabato 8 – Domenica 9 giugno 2024

Dalle ore 16 alle 22

Prezzo dei biglietti in prevendita (fino al 12 maggio): ingresso giornaliero 25 € (con Master Class da 30 a 45 €)

www.vinidabbazia.com

IL “1924 PROSECCO”; LA CARPENÈ-MALVOLTI CELEBRA AL VINITALY IL CENTENARIO DALLA PRIMA ISCRIZIONE IN ETICHETTA DEL TERMINE “PROSECCO”

I primi cento anni del Prosecco. Tanti ne sono trascorsi da quando Etile Carpenè – seconda Generazione della Famiglia – proprio nel 1924 – apportò al Vino Spumante fino ad allora conosciuto come Champagne Italiano una delle più strategiche determinazioni in ambito comunicativo, iscrivendo per la prima volta il termine Prosecco in etichetta per conferire una precisa connotazione identitaria nonché una specifica collocazione geografica nell’areale in cui veniva coltivata la Glera, il vitigno che ne costituisce l’essenza. L’etichetta recitava, infatti, insieme alla nuova terminologia anche la specifica “Vino Pregiato Amabile dei Colli di Conegliano”, incarnando di fatto ante litteram il riconoscimento della prima denominazione territoriale che identificava uno specifico areale viticolo nonché il riconoscimento delle successive denominazioni di origine D.O.C. (1969) e D.O.C.G. (2009).

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Vinitaly 2024: Il ‘Sistema Italia’ compatto nel ribadire il valore economico, sociale, ambientale e culturale del patrimonio enologico made in Italy

Oltre i numeri, il bilancio del 56° Vinitaly, che si è concluso a Veronafiere, ha ribadito la determinazione del ‘Sistema Italia’ a difendere i valori più alti e identitari che questo comparto rappresenta per tutto l’agroalimentare italiano.  A cominciare dalla presenza del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per proseguire con una importante partecipazione del governo coordinata dal dicastero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, guidato dal ministro Francesco Lollobrigida, che ha visto intervenire la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il vice premier e ministro degli Affari esteri e del commercio internazionale, Antonio Tajani, i ministri del Made in Italy, Adolfo Urso, della Cultura, Gennaro Sangiuliano, del Turismo, Daniela Santanchè e dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara

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